Nei Dintorni
Castelvetrano: L’origine di Castelvetrano si può ricondurre alle antiche popolazioni sicane e successivamente alle colonie degli antichi “veterani selinuntini” destinati alla custodia delle derrate da cui l’antico nome “castrum veteranorum” fino al dominio angioino. La prosperità della città come centro agricolo nel tempo è dovuta principalmente alla coltivazione di vigneti e uliveti e all’esportazione di olive, olio e vino. Si segnala: La Chiesa Madre di Castelvetrano: Si trova nel cuore del centro storico con il portale rinascimentale riccamente decorata da Gaspare Serpotta e impreziosita da particolari intagli e il rosone di stile medievale. Il Palazzo Ducale: Sorge di fronte alla chiesa madre (dimora dei signori di Castelvetrano).
All’interno del Palazzo sono stati recentemente rinvenuti i resti di un castello medievale identificati con ciò che rimane del Castello di Bellumvider costruito dall’Imperatore Federico II di Svevia. Il Teatro Selinus: Il teatro si trova nel centro storico realizzato alla fine dell’800. La Chiesa di san Domenico: di origine medievale, è stata ampliata e modificata nel 500, la facciata di disegno rinascimentale è rimasta incompleta.
All’interno l’edificio è a navata unica con cappelle laterali, il presbiterio e la cappella del coro sono decorate con stucchi e affreschi di stile manieristico opera di Antonio Ferraro da Giuliana.
Museo civico: Piccolo museo dove tra i tanti resti del parco archeologico di Selinunte è possibile trovare il cosidetto Efebo di Selinunte una piccola statuetta raffigurante un giovanotto.
Ulteriori informazioni: www.comune.castelvetrano.tp.it

La Riserva Naturale e Orientata del fiume Belice e Dune limitrofe.
Ulteriori informazioni: www.focedelbelice.it

Il Parco archelogico di Selinunte con le rovine dell’omonima città greca.
Ulteriori informazioni: http://www.selinunte.net

Campobello di Mazara: il Castello feudale (XVII sec.), la Chiesa Madre e il Museo della vita e del lavoro contadino.
Ulteriori informazioni: www.comune.campobellodimazara.tp.it

Le Cave di Cusa di Campobello:
luogo di estrazione dei massi utilizzati per la costruzione delle colonne dei templi della città selinuntina.
Ulteriori informazioni: www.selinunte.net/le_cave_di_cusa.htm

Gibellina: fu completamente distrutta dal terremoto del 1968 e le rovine della Gibellina vecchia sono state ricoperte da una colata di cemento detta Cretto di Burri dal nome dell’artista che l’ha realizzata. La Nuova Gibellina costruita a 18 km dall’antica, è stata edificata con il contributo di artisti a livello internazionale che ha consentito di tracciare un itinerario culturale verso il futuro, proiettando uomini e cose in una dimensione cosmopolita.
Ulteriori informazioni: www.comune.gibellina.tp.it

Partanna: Ha origine che risalgono alla preistoria. Due magnifici Belvedere spaziano su due vallate sino al mare. Qui si erge il Castello arabo-normanno, chiamato Grifeo o Graffeo, che conserva in ottime condizioni, le mura, le merlature, il cortile, il giardino e la sala d’armi. In contrada Montagna il Santuario della Madonna della Libera, ritenuto un vero gioiello architettonico con uno svettante campanile. In contrada Stretto, che si trova a qualche chilometro dalla cittadina, sono stati effettuati ritrovamenti di tombe a Grotticella, tombe a camera e numerose ceramiche risalenti all’età del bronzo, conservati al Museo Archeologico Regionale di Palermo.
Ulteriori informazioni: www.comune.partanna.tp.it

Salemi: I primi abitatori del sito furono gli Elimi e il borgo che sorse sul colle prese il nome di Alicia successivamente denominata Saleiman (luogo di delizia) durante la dominazione araba. La città conserva tutt’oggi il fascinoso paesaggio del medievale borgo inerpicato, nato dalle originarie esigenze di sicurezza e controllo di un territorio a prevalente economia cerealicolo-pastorale.La visita della città antica inizia in piazza Alicia, dove sorge il maestoso Castello Svevo-Normanno, eretto nel XIII secolo da Federico II di Svevia. Accanto al castello si notano i resti della Chiesa Madre, crollata per il terremoto del 1968 dal quale si è salvato il solo campanile. Dalla via Francesco d’Aguirre si giunge all’ex Collegio dei Gesuiti (XV secolo), che ospita il Museo civico di Arte Sacra, dove sono conservati oggetti liturgici e reperti archeologici provenienti dalla necropoli preistorica di Mokarta e dagli scavi di monte Pòlizo. Annessa al collegio è la Santa Casa di Loreto, modellata sull’originale da Giovanni Biagio Amico (1684-1754), celebre teologo e architetto trapanese. A circa 1 km dal versante meridionale della città, si sviluppa il villaggio paleolitico di Mokarta, esteso insediamento della tarda età del bronzo (XV-XII secolo a.C.). Un altro notevole areale archeologico è quello di monte Pòlizo, a circa 2 km dal centro abitato. Qui recenti scavi hanno riportato alla luce un’altra città èlima, forse un quartiere della policentrica Alicia (VII-V secolo a.C.). Salemi è caratterizzata da segni, come il quartiere arabo del Rabato e il quartiere ebreo della Giudecca, che sono oggi la testimonianza dell’integrazione culturale fra i popoli che nei secoli passati qui hanno convissuto. Grande attenzione è dedicata alla conservazione di talune feste popolari, come la festa di S.Giuseppe, ricorrente il 19 marzo in occasione della quale vengono allestiti degli altari chiamati “Cene”, adorni di arance, limoni e pane artisticamente lavorato.
Ulteriori informazioni: www.cittadisalemi.it

Santa Ninfa: il patrimonio artistico del paese di Santa Ninfa è stato fortemente mutilato dal sisma del 1968. Oggi molti monumenti e opere d’arte di grande pregio sono state restaurate. Tra questi notevole per la sua bellezza è il Castello di Rampinzeri. Si segnala anche il museo di Nino Cordio, incisore, scultore, e pittore siciliano che ha lasciato alla sua città natale molte testimonianze della sua arte.Di interesse archeologico, in località Finestrelle, le tracce ancora oggi visivamente apprezzabili di una necropoli sicana. Di interesse paesaggistico la Riserva Naturale Integrale ‘Grotta di Santa Ninfa’ affidata a Legambiente e istituita nel 1996 per la protezione e valorizzazione del suggestivo ambiente carsico di evelata valenza speleologica, geomorfologica e naturalistica. Tra gli eventi locali importanti si segnalano la festa di San Giuseppe il 19 marzo, la Fiera di San Vito a settembre, la festa della patrona Santa Ninfa a novembre e la sagra della salsiccia ad agosto.
Ulteriori informazioni: www.comune.santaninfa.tp.it